Perchè sono calate le compravendite immobiliari? innescando la crisi del bene più amato dagli italiani? Il mercato immobiliare segue da sempre quello del lavoro in primis. In questi anni i prezzi delle case crescevano senza che a tale crescita però corrispondesse uno sviluppo economico, ma perchè crescevano? crescevano perchè il settore immobiliare assorbiva tutto il nero in circolazione. 

Con il potenziamento dell'Agenzia delle Entrate per la lotta all'evasione, con la limitazione dell'uso del contante, non è stato più possibile far fluire tutto quel denaro non dichiarato nel settore immobiliare. Quindi, a seguito di ciò, nei primi anni dopo il 2008, c'è stato un crollo della domanda, a cui è seguito un crollo dei prezzi. Complice anche l'aumento delle imposte sulle secondo  case di Tari, Imis. Non potendosi più utilizzare il nero e nel frattempo essendo entrato in crisi il sistema bancario nella concessione dei mutui, questo ha portato alla contrazione della domanda. 

Da circa tre anni il mercato è ripartito, su basi corrette. Si vendono, in tempi accettabili, solo quegli immobili che presentano un corretto rapporto qualità/prezzo. I tempi di vendita si sono allungati.

Un altro fattore da tenere in considerazione è l’impatto sul mercato immobiliare italiano della cosiddetta direttiva “Case Green” (o Direttiva EPBD, che ha l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni nocive entro il 2030. In base al provvedimento del Parlamento dell'Unione Europea tutte le abitazioni, escluse quelle di valore storico, devono raggiungere la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033, fino a conseguire un impatto ambientale zero entro il 2050. Dei circa 13 milioni di edifici residenziali presenti nel nostro Paese (fonte Siape), il 74% appartiene alle categorie energetiche E, F e G.

Durante l’ultimo incontro di ottobre al Parlamento Europeo non si è giunti a un accordo che rispondesse ai dubbi dei vari Paesi in merito alle difficoltà e alle scadenze giudicate inverosimili. Sembra probabile che verrà lasciata una maggiore libertà ai singoli Stati, con l’impegno di raggiungere tappe e obiettivi comuni a tutti i membri UE.

Infine anche la crisi demografica influenzerà in modo significativo il mercato immobiliare dei prossimi anni. Le prospettive sulla popolazione incideranno soprattutto sulle dimensioni degli appartamenti, mentre i giovani acquistano sempre meno case.

“A fine secolo – ricorda al Sole 24 Ore il sociologo dell’Università di Trento Roberto Poli – l’Italia potrebbe avere dai 10 ai 20 milioni di abitanti in meno. Il che pone dei problemi complessi sotto ogni punto di vista, nodi a cui dobbiamo provare a rispondere da subito”.

Con le famiglie sempre meno numerose e i prezzi reali sempre più alti, anche a causa dell’aumento dei tassi, i nuovi acquirenti prediligono l’acquisto di case più piccole rispetto agli anni passati.

“La reazione post-covid nelle compravendite è stata formidabile – spiega al Sole 24 Ore la vicepresidente di Fimaa Trentino (mediatori e agenti d’affari) Roberta Roseano – e si è vista una crescita di quasi il 40%, a ridosso delle 800mila transazioni annue. Ora siamo in una fase di riflessione, con trattative meno toniche nel primo trimestre, anche se pur sempre oltre i livelli del 2019”.