Oggi vorrei condividere con voi un particolare che spesso ignoriamo nel redigere il contratto di affitto che andiamo a proporre ai nostri
inquilini.
Le clausule risolutorie.
Il nostro bel contratto ha tutto quel che dovrebbe servire a tutelarci qual'ora il nostro inquilino decida di non pagarci: le nostre belle clausule
risolutorie del contratto.
In queste clausule in genere specifichiamo che il termine per il pagamento è di massimo 5 giorni dall'inizio del mese in oggetto, che dopo la prima
mensilità non pagata il nostro contratto si ritiene risolto e altre frasi che ci dovrebbero mettere l'anima in pace.
Purtroppo NO! Brutta notizia!
Ci sono alcune specifiche nelle leggi che regolano i contratti che sono inderogabili. Vediamo quali, nello
specifico.
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L'inquilino ha tempo 20 giorni dal termine da noi indicato per poter sanare la sua posizione debitoria senza che
intervenga la risoluzione del contratto.
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La morosità deve essere superiore a 2 mesilità per definirsi tale.
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Anche se riusciamo a portare il nostro inquilino davanti al giudice per lo sfratto di morosità, il conduttore ha
possibilità di pagare quando dovuto più gli interessi legali direttamente al Giudice, che tra l'altro può anche concedere ulteriori 90 giorni per il saldo dei debiti. Quindi, nella peggiore
delle ipotesi ci ritroveremmo ad avere il saldo delle locazioni dopo 5 - 6 mesi da quando l'inquilino inizi a essere moroso e comunque avrebbe ancora diritto a occupare l'immobile. Follia
pura! Quindi, cercate di tutelarvi il più possibile prima di dare un immobile in affitto, fate indagini sulla affidabilità dell'inquilino e cercate di sapere se ha già creato problemi
precedentemente.