Come si versa la caparra confirmatoria?

Innanzitutto, chiariamo meglio a cosa serve la caparra confirmatoria.

 

La caparra confirmatoria che si lascia facendo una

 

proposta per l’acquisto di un immobile,

 

rappresenta, in sintesi, una somma versata da una

 

parte ad un’altra, proprio per dimostrare un

 

concreto interesse all’acquisto e alla conclusione

 

del contratto. Si tratta, soprattutto, di una tutela per la parte venditrice: se l’aspirante acquirente dovesse

 

cambiare idea, il venditore potrebbe trattenere la somma in questione, se non altro a titolo di risarcimento

 

per la mancata vendita.

 

Se, invece, l’affare va davvero a buon fine, si può scegliere se trasformare la caparra in un vero e proprio acconto sull’importo totale pattuito, oppure no. In pratica, se si arriva al rogito notarile, la caparra può essere convertita in acconto prezzo oppure restituita.

In realtà, la caparra confirmatoria costituisce una tutela anche per l’acquirente. Una volta che il proprietario dell’immobile ha accettato la proposta di acquisto, se successivamente cambia idea sarà poi costretto a restituire il doppio della somma ricevuta.

Sicuramente non in contanti, per via delle leggi antiriciclaggio esistenti in Italia.

Di solito, la caparra confirmatoria può essere versata tramite assegno circolare, oppure assegno bancario di conto corrente, oppure ancora bonifico bancario.

L’assegno circolare, chiaramente, offre maggiori garanzie al venditore, al pari del denaro contante (che, lo ripetiamo, non può essere utilizzato!)

L’assegno bancario deve essere intestato al proprietario della casa e non trasferibile: dev’essere consegnato all’agenzia immobiliare, qualora la trattativa venga condotta appunto tramite professionisti.

Il bonifico bancario può essere immediato oppure no, dipende dagli accordi. Meglio utilizzarlo, comunque, quando si è ormai arrivati al momento del preliminare davanti ad un notaio. Prima potrebbe essere rischioso: se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, potrebbe diventare molto difficile recuperare la somma.

In linea di massima, l’assegno bancario resta la soluzione adottata più frequentemente.

E’ possibile arrivare ad un compromesso senza caparra?

La risposta è sì, tuttavia ne risulterebbe un accordo molto più “debole”. Entrambe le parti si sentirebbero più libere di cambiare idea, con tutte le conseguenze del caso.

La caparra, dunque, è solo un elemento accessorio, utile per tutelare le parti in caso di inadempienze. Ma non è un obbligo.

Causale bonifico per caparra confirmatoria

Quando si effettua un pagamento tramite bonifico bancario, è sempre importante compilare correttamente lo spazio riservato alla causale.

Non fa di certo eccezione il caso in cui il versamento si riferisca ad una caparra confirmatoria per l’acquisto di un immobile.

In questo caso, infatti, è necessario scrivere che si tratta di una caparra confirmatoria a seguito di proposta di acquisto accettata, specificando a quale immobile ci si riferisce, il luogo, la data, l’agenzia, i nomi di venditore e acquirente, ecc.

 

Attenzione a parlare di “proposta accettata” soltanto dopo l’effettiva accettazione da parte del venditore, quindi soltanto quando il contratto preliminare si può dire sostanzialmente concluso.